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Bunker Soratte

BUNKER SORATTE

L’appuntamento di questa puntata è dedicato al Bunker Soratte .
Un luogo dove storia e intrighi internazionali si sono intrecciati durante il ventennio fascista prima e la guerra fredda poi. Da non perdere assolutamente.
Ai nostri microfoni il presidente dell’associazione culturale Bunker Soratte Gregory Paolucci

Il monte Soratte… particolarità di questa montagna è che non fa parte di nessuna catena montuosa e si erge a 691 metri sulla campagna laziale, da dove si possono ammirare il lago di Bracciano, la città di Roma e il litorale, i Castelli Romani, il Sirente-Velino, il Teminillo, i monti Cimini e i monti della Tolfa, l’Amiata e tutta la zona Sabina… altra particolarità è che alle sue pendici nel 1937 Benito Mussolini cominciò a scavare gallerie nel cuore della montagna come rifugio antiaereo per le alte cariche dell’Esercito Italiano, pur sotto le mentite spoglie di fabbrica di armi della Breda: le cosiddette “officine protette del Duce”. I lavori furono svolti sotto la direzione del Genio Militare di Roma e, ancora oggi, questo dedalo ipogeo costituisce una delle più grandi ed imponenti opere di ingegneria militare presenti in Europa (circa 4 km di lunghezza: una vera e propria città sotterranea). Durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nel settembre del 1943, il “Comando Supremo del Sud” delle forze di occupazione tedesche in Italia, guidato dal Feldmaresciallo Albert Kesselring, si stabilì sul Soratte. Per un periodo di circa dieci mesi, le gallerie si prestarono come valido rifugio segreto per le truppe naziste e resistettero al pesante bombardamento del 12 maggio 1944, effettuato da due stormi di B-17 alleati, partiti appositamente da Foggia per distruggere il quartier generale tedesco al Soratte. Sembrerebbe che, prima di abbandonare l’area, il Feldmaresciallo dette ordine di minare ed incendiare tutto il complesso ipogeo e di interrare delle casse contenenti parte dell’oro sottratto alla Banca d’Italia: le stesse non sono mai state ritrovate. Per anni, dopo la fuga delle truppe tedesche successiva al bombardamento, il complesso visse periodi di totale abbandono. Fu solamente nel 1967, durante gli anni della Guerra Fredda, che, sotto l’egida della N.A.T.O., venne modificato un tratto delle gallerie, che assunse l’aspetto di bunker anti-atomico; i lavori, solo parzialmente terminati, si protrassero fino al 1972, quando, per ragioni ancora incerte, vennero bruscamente interrotti.

Gli stessi ambiti ipogei, avendo resistito ad un tremendo bombardamento il 12 Maggio 1944, vennero nuovamente scelto nel secondo dopoguerra come sito atto a garantire la permanenza di poche persone con altissimi compiti di governo in caso di attacco nucleare su Roma.
Oltre 300 m sotto il calcare compatto del Soratte, la Presidenza del Consiglio dei Ministri custodì gelosamente fino al 2008 il bunker antiatomico per il Governo Italiano ed il Presidente della Repubblica.

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